L’autovelox più «spietato» d’Italia? È sul Passo Giau a 2200 metri di altitudine

Il nuovo record di Colle Santa Lucia, paesino montano di appena 355 anime (e con un solo vigile), che ha raccolto la oltre 550mila euro di sanzioni: ovvero 1.555 euro per residente

Oltre mezzo milione di euro soltanto dalle violazioni dei limiti massimi di velocità e da un solo autovelox, quello posizionato sul Passo Giau, una delle salite «epiche» delle Dolomiti cara ai ciclisti di tutto il mondo che lungo i suoi tornanti emulano le imprese dei campionissimi ma amatissima anche dai motociclisti di mezza Europa. Durante la bella stagione sfrecciano, è il caso di dirlo, lungo curve e i rettilinei superando spesso e volentieri il limite dei 50 km/h per la gioia dei bilanci della piccola amministrazione locale di Colle Santa Lucia, a nord della provincia di Belluno.

Gli stranieri i meno ligi alle regole della strada

Il «tesoretto» (552.367 euro, per l’esattezza, che il municipio ha iscritto a bilancio consuntivo) registrato nel 2021 è di certo una bella cifra se si pensa che finisce nelle casse di un comune di appena 355 anime. Sarebbero 1.555 euro per residente: un dato che dal 2019 permette al Comune di primeggiare a livello nazionale per il rapporto tra multe e residenti. A essere stati notificati agli interessati nel 2021 sono stati 4596 verbali, di cui 1464 a italiani e 3132 a stranieri, risultando questi ultimi i meno ligi alle regole della strada.

Un solo vigile

L’autovelox non è tuttavia una novità di questo anno, ma è presente, sempre nello stesso posto (vicino al ristorante Aurelio) da oltre tre anni, inoltre i controlli relativi al codice della strada avvenivano già periodicamente da oltre dieci anni. Questo non è servito da deterrente e il numero dei verbali staccati per chi supera i 50km/h risulta in crescita anno dopo anno. Zero invece gli introiti da qualsiasi altra violazione del Codice della strada. Il motivo? Al netto dei comportamenti virtuosi dei cittadini, a Colle Santa Lucia opera un solo vigile, in convenzione con Selva di Cadore: sei ore a settimana appena e, come avverte il sindaco Paolo Frena, al momento non c’è possibilità di assumerne uno a tempo pieno.

YOU MIGHT ALSO LIKE

error: Contenido protegido, contacte con nosotros si necesita imágenes.